Pavia è una città lombarda di circa 72 mila abitanti. Vanta oltre duemila anni di storia e fu un’importante capitale medievale. La squadra di calcio omonima fu fondata nel 1911. Nel corso della sua centenaria storia, il club ha vissuto vari cambi di denominazione, rifondazioni e fusioni, alternando momenti nel calcio professionistico a ripartenze dai dilettanti. Tra il 1919 e il 1922, la squadra disputò tre stagioni in Prima Categoria, che all’epoca rappresentava il massimo livello del campionato italiano di calcio. Il Pavia vanta 4 partecipazioni alla Serie B. La prima promozione in cadetteria arrivò nel 1933 (seguita dalla retrocessione nel 1935), mentre le ultime due apparizioni risalgono agli anni cinquanta, precisamente nelle stagioni 1953-1954 e 1954- 1955. Dalla fine degli anni 70 al 1996 ha partecipato ai campionati di Serie C (C1 o C2), poi varie vicissitudini l’hanno fatto scendere nei Dilettanti. È tornato in Serie D dopo aver vinto il campionato di Eccellenza nella stagione 2024-2025. L’anno scorso, inserito nel girone B, si è salvato ai playout. In questa stagione si è affidato per la panchina a Pablo Granoche (nella foto fornita dalla società), quasi un neofita come allenatore ma una carriera importante come giocatore, nel ruolo di attaccante. 43 anni, nato a Montevideo, ha iniziato a giocare proprio in Uruguay a 18 anni, poi si è spostato in Messico. In Italia è arrivato nel 2007 chiamato dalla Triestina. Poi ha vestito fra le altre le maglie di Chievo, Novara, Cesena, Modena e Spezia. Ha giocato complessivamente 550 partite e segnato 200 gol. In particolare con 98 reti è il miglior marcatore straniero in Serie B. Tante squadre, tanti gol e tanti ricordi: “Difficile dire quali i momenti più belli – racconta Granoche – infatti ricordo bene il mio esordio in Uruguay, quello in Messico, l’esordio in Serie A e il mio primo gol in A. Ogni squadra mi ha dato tanto, ci sono stati anche momenti negativi, per via di infortuni, ma sono soddisfatto di quello che sono riuscito a fare. Il soprannome “El Diablo”? Quando giocavo nel Toluca in Messico, avevamo la maglia rossa e ci chiamavano i Diavoli, A Trieste un giornalista sapeva di questa cosa e ha detto che era perfetto per me questo soprannome”. È lui stesso a ricostruire il suo percorso come allenatore: “Ho iniziato facendo il vice al Chievo, poi l’anno scorso ero il primo allenatore all’Oltrepò. Devo migliorare, devo crescere, ma sono contento di aver intrapreso questo mestiere. Il girone D è molto impegnativo e ci sono almeno quattro squadre sopra le altre, Pistoiese, Pro Patria, Pro Sesto e Lentigione, la Pistoiese ha leggermente qualcosa in più”. Domani il Pavia affronta in trasferta la Correggese nella sesta giornata: “La Correggese, che ha gli stessi punti nostri, è una squadra molto attrezzata e molto quadrata – rileva mister Granoche – e ha un giocatore come Siligardi che non c’entra niente con questa categoria e col sinistro fa quello che vuole. È una Correggese propositiva e vuole la vittoria, il Pavia è ancora imbattuto, tuttavia abbiamo bisogno di una vittoria per crescere un poco in classifica e verremo a giocare la nostra partita”.

Giorgio Pregheffi