JUVENTUS NEXT GEN – CARPI 2 – 0

RETI: p.t. 24’ Puczka, 45’ Okoro.

JUVENTUS NEXT GEN (3-4-2-1): Mangiapoco (32′ s.t. Fuscaldo); Turicchia, Gil Puche, Brugarello; Cudrig, Faticanti, Owusu (43′ s.t. Ngana), Puczka; Okoro (19′ s.t. Deme), Anghelè (43′ s.t. Amaradio); Guerra (19′ s.t. Perotti). (Bruno, Scaglia, Martinez Crous, Savio, Mazur, Vacca, Pagnucco). Allenatore: Brambilla.

CARPI (3-4-2-1): Sorzi; Zagnoni, Rossini, Pitti (43′ s.t. Panelli); Tcheuna (1′ s.t. Stanzani), Figoli, Rosetti (1′ s.t. Pietra), Cecotti; Casarini, Forte (1′ s.t. Cortesi e dal 10′ s.t. Arcopinto); Gerbi. (Scacchetti, Perta, Lombardi, Verza, Toure, Mahrani). Allenatore: Cassani.

ARBITRO: Maresca di Napoli (Celestino di Reggio Calabria e Minutoli di Messina – quarto ufficiale Colaninno di Nola e operatore FVS Ambrosino di Nichelino).

Inizia nel peggiore dei modi il 2026 del Carpi, che perde due volte: la partita di Alessandria con la Juve Next Gen e soprattutto capitan Matteo Cortesi (nella foto di Daniele Lugli a terra mentre viene soccorso), rimasto vittima di un infortunio muscolare dopo il suo ingresso nell’intervallo. Considerando la pessima prestazione del primo tempo senza il capitano, è proprio l’infortunio del trequartista romagnolo a destare preoccupazione ad un Carpi che nelle ultime cinque gare ha vinto una sola volta e ora si troverà a dover fare a meno almeno per qualche settimana del proprio leader tecnico. La classifica intanto si accorcia alle spalle dei biancorossi, che restano però con un saldo vantaggio sulla zona salvezza, l’obiettivo dichiarato. Mister Cassani deve forzatamente fare a meno di Sall, Amayah e Rigo, ma a sorpresa non c’è negli 11 neanche Cortesi, reduce da una settimana travagliata tra una fastidiosa tallonite e il lutto per l’amato nonno: alle spalle di Gerbi, insieme a Casarini c’è così Forte, che ritrova una maglia da titolare dopo tre mesi e mezzo (l’ultima fu il 20 settembre nello 0-1 con la Sambenedettese). Il Carpi cerca una partenza decisa, alzando un pressing furioso che costringe la Juve nella propria metà campo. Ma senza il genio di Cortesi le occasioni non arrivano, e pian piano la veemenza biancorossa cala, i giovani bianconeri non sembrano avere la forza di uscire e la partita si blocca. Fino al 24’, quando Rossini perde un duello aereo con Okoro a centro area e, dopo un batti e ribatti, il pallone termina a Puzcka che batte Sorzi nonostante una deviazione. La panchina del Carpi chiede una revisione al FVS per verificare un eventuale fuorigioco, che però non viene ravvisato dall’arbitro Maresca. Lo svantaggio lascia il segno nelle teste dei biancorossi, che non riescono ad imbastire una reazione e anzi rischiano il 2-0 prima con Okoro (di poco alto al 33’) e soprattutto con Cudrig che centra il palo di testa (34’), e quindi con Owusu (sinistro ciccato a lato dopo essere penetrato nella difesa biancorossa come nel burro, 36’). Gerbi e Forte non riescono a tenere alta la squadra, il Carpi si schiaccia sulla propria linea difensiva e prima dell’intervallo serve una chiusura provvidenziale in scivolata di Tcheuna per evitare il raddoppio del solito Okoro. Che però arriva al 45’: Sorzi compie un mezzo miracolo sull’esperto Guerra, ma il pallone non esce dalla difesa biancorossa, Cecotti perde un duello sanguinoso con Faticanti e per Okoro è facile facile imbucare da due passi. Anche in questo caso, Cassani si gioca una card (esaurendole prima dell’intervallo) per verificare un fuorigioco di Guerra che non viene ravvisato al monitor. Il primo e unico tiro verso la porta bianconera nel primo tempo arriva al 49’ con un docile sinistro di Rosetti: un dato che la dice lunga sui primi 45’ del Carpi. Cassani capisce che c’è più di qualcosa da cambiare e dopo l’intervallo rientra un Carpi diverso negli uomini e nell’atteggiamento: gli ingressi di Stanzani, Cortesi e Pietra ridisegnano un undici in cui Casarini va a sinistra a tutta fascia, Pietra in mezzo con Figoli e Stanzani e Cortesi a supportare Gerbi. E già dopo 2’ Cecotti, spostato a destra, fa tremare la traversa con un gran destro dal limite dell’area. La notizia peggiore di una giornata già storta arriva però al 9′, quando Cortesi sente tirare dietro alla coscia sinistra ed è costretto a lasciare il campo: al suo posto c’è Arcopinto, ma sono le condizioni del capitano a preoccupare. Al Moccagatta ci sarebbe ancora il tempo per recuperare, ma Gerbi e Stanzani vengono murati e allora vicino al tris va la Juve, ma la traversa salva Sorzi sul colpo di testa di Burgarello. Proprio nel finale lo stesso difensore trattiene vistosamente in area Zagnoni e per Maresca è rigore, ma la revisione al FVS chiesta dalla panchina della Juve cancella un penalty apparso però solare. E’ l’ennesima nota stonata di una giornata nera.

(fonte Enrico Ronchetti per la voce.it)