Matteo Cortesi (foto) non s’è certo lasciato bene col Carpi, col passaggio all’Arezzo mal digerito dalla piazza che ha ampiamente criticato l’ormai ex capitano e guida sul campo. Il calciatore, via social, ha scritto un lungo messaggio per spiegare le proprie ragioni: “Scrivere queste righe non è semplice, ma sento il bisogno di ringraziare Carpi per tutto quello che mi ha dato. Carpi per me non è stata solo una squadra, ma una casa. Qui sono cresciuto come calciatore e come uomo, vivendo emozioni che porterò per sempre nel cuore. Il primo anno resterà indelebile: la vittoria del campionato, la gioia condivisa, gli abbracci, le lacrime, la sensazione unica di aver scritto insieme una pagina di storia. Momenti che ripagano ogni sacrificio e che danno un senso a tutto. Lascio Carpi per abbracciare un’opportunità professionale forse irripetibile per la mia carriera in un clima che non ho mai desiderato, ma il calcio a volte genera anche queste situazioni e lo accetto: sento di aver dato tutto e di aver fatto ricredere anche chi nell’estate 2024 non mi riteneva all’altezza della Serie C e del Carpi. Quelle parole mi motivarono ancor più a dimostrare il mio valore”. Spazio poi per i ringraziamenti, al netto di qualche sassolino nella scarpa da togliersi: “Ho indossato la fascia di capitano sentendo addosso la responsabilità di un’intera città, mettendoci gambe, cuore e tutto il sacrificio di cui ero capace. Mai, in nessuna occasione, mi sono risparmiato per il Carpi e sarò sempre fiero di essere stato alfiere di questi colori. Un enorme grazie ai tifosi, a voi che siete sempre stati lì, con la pioggia o con il sole nei momenti belli e in quelli complicati, a voi che mi avete sostenuto, incitato e fatto sentire importante. Un abbraccio a tutti i compagni di questi anni e specialmente a quelli di questo ultimo anno, una vera famiglia che mi è stata acconto sino all’ultimo secondo a cui auguro ogni bene dentro e fuori dal campo. Da capitano, da calciatore e da uomo voglio ringraziare anche chi oggi ha scelto di non salutarmi. Vado avanti con rispetto, sempre. Anche quando manca”.

(fonte tuttoc.com)

Nota del direttore di Solo Dilettanti

Signor Matteo Cortesi lei sarà anche un buon calciatore, ma a livello umano qualche dubbio ci viene. Giocava in Serie D con il Lentigione e all’indomani della sua scelta di abbandonare il Carpi proprio lei parla di mancanza di rispetto da parte di chi gli ha dato la possibilità di giocare nei professionisti trattandolo come un ‘figlio’. Non c’è bisogno di fare nomi, perchè lei sa benissimo di chi sto parlando. Questa lettera parla di rispetto e le sue parole stonano, perchè è stato proprio lei a mancare di rispetto nei confronti della società non presentandosi agli allenamenti con la scusa di un certificato medico per forzare la mano. Le ricordo che un bravo giocatore non si giudica solo dai suoi gol e dalle sue giocate, ma anche nei comportamenti dove lei ha fallito. Buona vita e ce ne faremo una ragione.

Guido Sani