Correva il 7 dicembre 2024, quando al 66’ di Carpi-Torres Rodrick Tcheuna (foto di Daniele Lugli) cadde a terra. La diagnosi non fu subito così chiara nè così sportivamente drammatica: si parlò “solo” di un problema muscolare, per quanto serio. Tornò in panchina il 22 febbraio 2025, da quando iniziò un balletto tra tribune e convocazioni ma senza mai giocare. Il 6 aprile, un quarto d’ora con la Ternana sembrava la luce in fondo al tunnel, i 70’ da titolare all’ultima di campionato col Sestri Levante dovevano essere il punto da cui ripartire per un 2025/2026 tutto in discesa. Invece l’estate di Tcheuna non è stata quella che il classe 2004 italo-camerunense-ucraino (rispettivamente la sua nazionalità, quella del padre e quella della madre) e il Carpi speravano: nuovi problemi fisici lo hanno tormentato fino al 25 ottobre, quando è tornato in campo nella ripresa contro il Gubbio, antipasto delle due gare da titolare con Brescia in Coppa Italia e Torres in campionato che devono segnare la sua rinascita.
Rodrick, quali sono le sensazioni dopo questo tuo nuovo debutto?
«Sono molto contento, mi sento bene e sono contento di essere tornato in campo. Col Gubbio è stato difficile entrare in quella situazione di punteggio ma ero solo contento di essere tornato in campo. Col Brescia nonostante la sconfitta sono stato soddisfatto di giocare dal primo minuto, mentre con la Torres è andato tutto bene, ho giocato dall’inizio e abbiamo vinto contro una squadra forte con una grande tifoseria. Essere tornato dal primo minuto è stata una bella emozione».
Come hai vissuto i lunghi mesi estivi con il rientro in campo più volte rimandato?
«E’ stato difficile, una situazione in cui sembrava che non ne uscissi più fuori nonostante a me sembrava di stare bene. Ero bloccato e dispiaciuto di non poter dare una mano ai miei compagni e nemmeno sfogarmi in campo, il posto dove sto meglio. Ora che sono tornato sono contento, spero di continuare così, lavoro ogni giorno per essere il più possibile in campo».
L’infortunio arrivò a fine 2024 dopo un girone d’andata eccezionale che ti portò sotto i riflettori del mercato invernale: l’obiettivo è tornare lì?
«Il primo obiettivo è riprendermi il posto in squadra e fare più presenze giocando in maniera costante. Per quanto riguarda il futuro ci penserò più avanti, adesso sono concentrato solo a lavorare e dare il meglio».
Tatticamente ti avevamo conosciuto come terzino della difesa a 4, mentre nel 3-4-2-1 di Cassani hai avanzato il raggio ad esterno a tutta fascia: come ti trovi?
«Mi dà molte più possibilità di attaccare, accompagnare la manovra ed essere offensivo, con meno compiti difensivi. E’ un modo di giocare che mi piace tanto, mi sto trovando bene. E’ la prima volta che faccio il quinto in modo stabile dopo qualche test l’anno scorso con Serpini, ma mi sto trovando bene».
Dopo la vittoria con la Torres, domenica arriva al Cabassi un Livorno in piena crisi.
«Sarà un’altra partita difficile, sono una squadra forte. Il nostro obiettivo è sempre vincere, la vittoria di Sassari ci ha permesso di riprenderci ma dobbiamo proseguire per raggiungere il nostro obiettivo della salvezza».
I tuoi compagni ti hanno stupito con questo grande avvio di campionato?
«Sinceramente sì, la squadra ha fatto molto bene fin qui e sono molto contento».
(servizio si Enrico Ronchetti per la voce.it)









