Sulla sentenza che ha riammesso la Pallamano Vikings Rubiera nella Serie A Gold, si è espresso, tramite un post sulla propria pagina facebook, il sindaco di Rubiera, Emanuele Cavallaro. Ecco il suo commento integrale. ” Mi sono appena congratulato con la presidente Patrizia Bondavalli: la Pallamano Rubiera è di nuovo in campo nella Serie A Gold maschile! La Corte Sportiva d’Appello della Federazione ha infatti accolto il ricorso presentato dalla società rubierese. Una notizia davvero bella per tutta la nostra comunità, sportivi e non. L’esclusione della nostra squadra dalla massima serie era davvero un provvedimento che aveva ferito parecchio, anche perché pareva non tenere conto del valore della sicurezza, dell’incolumità degli atleti, che viene prima di ogni cosa. Andando a leggere, poi, la sentenza integrale della Corte d’Appello, vi ho ritrovato l’assunzione di responsabilità degli arbitri dell’incontro. Nelle loro dichiarazioni, avvenute stavolta dopo aver visto le immagini dell’incontro – in cui i giocatori scivolavano e cadevano rovinosamente, in modo non collegato al gioco – hanno detto – nero su bianco – che si sono sbagliati: l’incontro andava sospeso. Probabilmente, nella situazione “live” non avevano avuto gli strumenti par capirlo. Ecco, credo che #ammettere un errore ed assumersi una responsabilità sia una grande #lezione che si trasmette ad un movimento sportivo. Cose che su altri campi non accade mai, per definizione. Alla Pallamano Rubiera restano alcune penalizzazioni pesanti, purtroppo. Ma l’importante è che siano ancora in campo: con ben tre partite da recuperare, multe e punti di penalizzazione, ma credo una esagerata, fortissima voglia di giocare. E sentire #gioia dopo aver sentito le #lacrime, beh, è davvero fortissimo. Forza, vichinghi! All’assalto!”.
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“Nella loro audizione, gli arbitri hanno entrambi riferito che, con il senno di poi e dopo aver visionato le immagini, la gara avrebbe dovuto essere sospesa per l’impraticabilità del campo, cosa di fatto non avvenuta. In particolare, mentre il sig. Bassan confessava che in quel momento aveva ritenuto il campo praticabile, salvo cambiare idea “ex post”; il sig. Bernardelle riferiva che, sin da subito, a suo giudizio la gara andava interrotta. Quest’ultimo concludeva la sua deposizione ammettendo esplicitamente di aver sbagliato completamente la gestione. Sia gli arbitri che il commissario convenivano che, stante la anomalia delle scivolate non provocate dalle azioni di gioco, la partita avrebbe dovuto essere sospesa perché il campo era impraticabile e, per l’effetto, potenzialmente pericoloso per l’incolumità dei presenti, pur di non essere in possesso, in quel momento, di mezzi o tecniche per valutare le eventuali anomalie che presentava il campo.”









