Sulla vicenda dell’esclusione dal campionato di Serie A Gold della Pallamano Rubiera, è intervenuto con un post su facebook anche il Sindaco di Rubiera, Emanuele Cavallaro (foto). Ecco il suo commento in versione integrale. “Ho parlato con i dirigenti della Pallamano Rubiera. La squadra di Serie A1 è stata cancellata dal campionato per decisione della FIGH, poiché si è rifiutata di proseguire la partita con l’Albatro a Siracusa, dopo che diversi giocatori erano pericolosamente scivolati su di un terreno di gioco praticabile, secondo gli arbitri, impraticabile e troppo pericoloso secondo i dirigenti della società rubierese. Il provvedimento della federazione, di fatto, si abbatte su di una squadra di ragazzi che rischiavano, semplicemente, di farsi male. C’è chi ha deciso di tutelarli ed assumersi questa responsabilità, una scelta che a questo punto – secondo la federazione – segna la fine di una esperienza. Ognuno può guardare le riprese della partita per farsi un’idea. Non ho le competenze per cimentarmi di giustizia sportiva. Ci sono gli organi preposti, ci saranno tribunali competenti nelle varie sedi a trattare questa decisione. Però penso che sia necessario “capirsi” su cosa sia lo sport, almeno quello che – lontano dai milioni, dal petrolio, dallo schifo a cui sempre più spesso ci tocca di assistere – riveste un interesse pubblico, perché coinvolge una comunità, perché rappresenta un’occasione di crescita: quello che è giusto sostenere ed aiutare, perché il mercato – da solo – non lo farebbe mai. Il Senato ha approvato, a larghissima maggioranza, il decreto legge che inserisce il riconoscimento del “valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme” nell’articolo 33 della Costituzione. Un riconoscimento certamente atteso, che però descrive qual è lo sport che merita di essere tutelato dallo Stato, dal pubblico: quelle che promuove il “benessere psicofisico”. La tutela della salute è dunque il primo elemento che fa dell’attività sportiva un valore anche che per chi non lo pratica, per ogni cittadino. Viene dunque da concludere che i dirigenti della Pallamano Rubiera hanno correttamente applicato quello che diventerà presto una prescrizione della Costituzione. Credo dunque che chi ha responsabilità pubbliche debba piuttosto occuparsi e riflettere sull’operato della FIGH, per comprendere se i suoi regolamenti ed il suo funzionamento siano compatibili con un sostegno pubblico diretto ed indiretto. Ho cercato di esser lucido, nel ragionamento, perché ovviamente questo è un momento confuso, fatto di emotività e purtroppo anche di lacrime. Un abbraccio a Patrizia Bondavalli ed ai ragazzi della nostra squadra di pallamano. Sul piano etico non avete nulla da rimproverarvi, forse qualcosa da insegnare. E questo, fuori dal campo, conta più della giustizia sportiva”.