Non ce ne vogliano i suoi predecessori, ma da quando al comando del calcio dilettantistico dell’Emilia Romagna si è insediato il presidente Simone Alberici e la sua squadra è arrivato quel coraggio che è sempre mancato prima per provare almeno a cambiare qualcosa. Non vogliamo stare qui ad elencare tutte le decisioni che sono state prese, tra le quali i playoff in Eccellenza tanto per citarne una, ma ci limitiamo all’ultima, quella sull’obbligo dei giovani. Finalmente è arrivato qualcuno che ha avuto il coraggio di dire ad alta voce che questa assurda regola penalizza proprio gli stessi giovani. Lui ha parlato di Eccellenza e Promozione, dove da questa stagione ha diminuito il numero, io invece mi allargo anche alla Serie D dove sono addirittura quattro e qualcuno pensa che sia una cosa bellissima. E non vede, che a parte quei pochi bravi, vengono messi in campo, portiere a parte, per dare il meno danno possibile. Aprite gli occhi: se un giovane è davvero bravo gioca già in Champions League e in Serie D ci sono molti allenatori che ne schierano più di quelli obbligatori perchè li ritengono all’altezza. Per dire che se un giovane è bravo gioca a prescindere. Io nel mio cuore cullo un sogno: che il giovane e innovatore con le idee chiare Simone Alberici un girono arrivi a Roma e come primo regalo mi tolga l’obbligo dei giovani in Serie D. Gli pagherò una cena. Promesso.

Guido Sani

Direttore Responsabile Solo Dilettanti