Il Carpi apre domani sera ad Ascoli un trittico di sfide delicate. Si parte dallo scontro improbo del Del Duca contro la terza forza del girone, poi mercoledì sarà il turno del Gubbio e domenica 8 della Torres. I biancorossi ci arrivano rinfrancati dalla vittoria sul Bra. «Sicuramente la vittoria ha dato una grossa spinta e ci permette di affrontare questa partita per fare il massimo, come abbiamo fatto anche col Ravenna, con l’Arezzo, quando abbiamo sempre fatto in modo di potercela giocare e di poter portare a casa qualcosa, anche se a parte il pareggio con l’Ascoli all’andata non ci siamo riusciti – dice mister Stefano Cassani (foto) nella conferenza stampa della vigilia – e la giocheremo in questo modo, ma sicuramente la vittoria col Bra ci permette di non scendere in campo ad Ascoli con l’acqua alla gola».

Ad Ascoli si apre una settimana da tre partite, con gli scontri diretti con Gubbio e Torres, ma la situazione dell’infermeria non ti concede la possibilità di fare molti calcoli.

«E’ una settimana molto importante e l’infermeria non è vuota, quindi non siamo lunghissimi per poter fare grossi cambi. Dopo Ascoli avremo concluso tutte le sfide alle prime della classifica e andiamo verso le ultime otto partite dove incontreremo tutte squadre che o sono poco sopra di noi, pari a noi, o sotto di noi e quindi ovviamente è importante cercare di essere al cento per cento da mercoledì».

Ci fai una panoramica degli infortunati?

«Gerbi e Amayah sono ancora fermi, Pitti sta migliorando e ha ripreso a fare lavoro in campo di corsa e di palestra ma ancora non ha toccato la palla, Giani e Gaddini sono nella situazione della settimana scorsa, hanno quegli acciacchi di chi ultimamente non stava giocando tanto e viene buttato dentro in un momento dove i campi poi sono anche particolarmente pesanti. Puletto ha avuto questo fastidio col Bra quindi sarà molto dura che sia della partita. Cecotti invece è meno grave del previsto e potrebbe venire in panchina domani».

L’Ascoli è una autentica corazzata.

«Come espressione di gioco e organizzazione sono forse la squadra che più mi piace di questo campionato. Noi dobbiamo guardare a noi, cercare di fare una partita importante, perché comunque l’andata ci ha dimostrato che se facciamo una partita di estrema concentrazione e disponibilità, qualcosa possiamo portare a casa. Si parte sempre 0-0 ma è molto difficile anche perché siamo un po’ rimaneggiati e se la partita è in bilico al non ci sono tante possibilità di cambiarla».

La squadra però ha dimostrato di essere in grande ripresa a livello fisico.

«Nelle ultime prestazioni, penso anche alle tre ravvicinate del turno del trittico precedente più quella col Bra, l’intensità è sempre stata molto alta, quindi in questo momento non sono preoccupato dallo stato di forma, perché stiamo andando forte. Stiamo molto bene, però siamo pochi, stanno giocando praticamente da venti giorni più o meno gli stessi nove undicesimi obbligati, e quindi rischiamo anche di sovraccaricarli e infatti il nostro lavoro in questo momento è più che altro di recupero, durante la settimana abbiamo abbassato molto i carichi e chi sta giocando tanto lo gestiamo e si stanno allenando giocando le partite».

Stanzani ha dato un bel segnale.

«Stanzani i segnali li sta lanciando già da due o tre partite, perché con l’Arezzo è entrato bene, si è creato la palla gol in cui ha preso il palo, a Perugia è entrato e ha avuto una palla gol importante, quindi si sta rendendo pericoloso, e questa è una cosa importante perché venivamo da un periodo in cui davanti eravamo poco pericolosi e lui in queste partite si è reso pericoloso».

Quindi è un’alternativa anche per il ruolo da prima punta?

«Sì. Come lo fu all’andata».

(fonte Enrico Ronchetti per la voce.it)