Il Montecchio ha raggiunto l’accordo con l’allenatore Lauro Bonini (foto), che guiderà la formazione giallorossa nelle ultime quattro partite di campionato, dopo l’esonero di mister Mauro Ghillani. Lauro Bonini è considerato il mago delle salvezze, avendo al suo attivo ben 5 playout vinti sui 5 disputati, di cui 3 in Promozione, uno in Serie D con la Bagnolese e uno in Eccellenza col Rolo. A Montecchio, però, Bonini sarà chiamato a realizzare un progetto ben diverso, seppur in solo quattro giornate: raggiungere i playoff nel girone A di Promozione, un traguardo decisamente alla portata dei giallorossi, che, ad oggi, sono al quarto e ultimo posto della griglia spareggi, a pari punti col Luzzara, con la Langhiranese, fermata domenica dal pareggio di Luzzara, che insegue a un punto.

Mister Bonini, la società cosa si aspetta da lei in queste ultime quattro gare?

“Che il gruppo si riprenda un po’ dopo i recenti deludenti risultati. Il mio è stato un cambio insolito, a quattro giornate dalla fine, ma ormai sono abituato: accadde la medesima cosa l’anno scorso a Rolo, quando ci salvammo per miracolo. Fu una cosa simile anche a Salso e a Bagnolo in Serie D. Ora vedremo cosa riusciremo a fare da qui alla fine”.

Avete già un accordo anche per l’anno prossimo?

“Ne abbiamo parlato, ma a me non piace fare accordi prima; è ovvio che se dovessimo raggiungere l’obiettivo e se il rapporto reciproco fosse di soddisfazione. Per ora sono solo concentrato su ciò che dovremo fare nelle ultime quattro gare”.

Conosce già molti giocatori della rosa? Ritiene che sia un organico in grado di lottare per posizioni di vertice? Che eredità le ha lasciato mister Ghillani?

“L’organico è di valore, prova ne sia che mister Ghillani ha fatto un lavoro eccellente nel girone di andata, poi non conosco i motivi di un calo così evidente nel ritorno. È ovvio che un cambio a quattro giornate dal termine conceda poco tempo per lavorare, ma in queste settimane chiederò ai ragazzi di credere fermamente nel loro potenziale per dimostrare il loro valore, sia individuale che soprattutto di squadra”.

Lei è il mago delle salvezze. A livello di approccio cosa cambia per lei puntare all’alta classifica?

“Lottare per il vertice o per salvarsi ha un comune denominatore: bisogna entrare in una buona empatia coi giocatori, essere credibili, ottenere il loro rispetto, la loro educazione e la loro disponibilità per ottenere il massimo da ogni atleta”.

(ufficio stampa Montecchio Calcio)