11 Aprile 2021

IL MISTER DEL REAL FORMIGINE, FERRABOSCHI: ‘NON VEDO UNA SQUADRA FAVORITA’

Il Real Formigine è una della tre squadre modenesi che hanno deciso di ripartire nel nuovo campionato di Eccellenza con un format ad undici squadre con una sola promozione in Serie D e nessuna retrocessione. Una scelta spiegata dal mister Pietro Ferraboschi (nella foto), che dopo alcune stagioni è tornato alla guida dei modenesi.

Ferraboschi, partiamo dagli obiettivi della sua squadra.

“Il primo obiettivo è stato quello di ripartire e tornare a giocare a calcio. E’ un campionato anomalo dovuto ad una situazione di necessità. Tutte le squadre che partecipano si sono rinforzate e l’obiettivo comune è quello di provare a vincere, poi fare delle previsioni è difficile in una situazione che è particolare. L’unica certezza è quella di non avere pressioni senza retrocessioni”.

Le sue favorite?

“Non ne ho. Alcune squadre non le conosco bene, ma penso che ci siano tante squadre forti. Un vera favorita non la vedo, perchè il problema sarà anche di riambientarsi e ritrovare il ritmo dopo avere giocato l’ultima partita ben sei mesi fa”.

Lei era d’accordo sulla ripartenza?

“Sono sempre stato favorevole. Le percentuali di vincerlo si alzano se la si vede da un certo punto di vista che si abbassano vedendola in maniera diversa. Ci tengo a precisare che il virus non arriva dallo sport, ma da altre cose”.

Come vi comportare con gli allenamenti?

“Si possono fare come anche la doccia a turni in ambienti sanificati. Noi abbiamo deciso che i giocatori che non abitano lontano vanno a fare la doccia a casa, poi per le trasferte non useremo il pullman e ci gestiremo con mezzi propri. Tutti comportamenti richiesti prima di tutto dalla società”.

Sul format cosa ne pensa?

“Io avrei inserito i playoff dal secondo al quinto posto. Spareggi che sarebbero serviti per eventuali ripescaggi ed anche per rendere più interessante il campionato. Con questo format se uno perde due partite consecutive è già fuori”.

In molti hanno criticato la scelta di ripartire.

“Sono condivisibili se uno guarda il format, ma si fa quello che si può. Capisco chi ha scelto di non ripartire, mentre noi siamo sempre stati coerenti e detto che se c’era la possibilità di ripartire non eravamo d’accordo. Poi il problema di non ripartire è di natura sanitaria o economica? E’ una domanda che pongo agli addetti ai lavori”.