17 Gennaio 2021

RIFORMA DELLO SPORT: LE CONSIDERAZIONI DI FABRIZIO TAGLIAVINI, EX D.S. DELLA FOLGORE RUBIERA

Fabrizio Tagliavini (foto), ex direttore sportivo della Folgore Rubiera, ci ha inviato un nota che riguardano le sue considerazioni sulla Riforma dello Sport e che di seguito pubblichiamo.

“Gli argomenti sono: VINCOLO e LAVORATORE SPORTIVO. Mi sembra che siano emerse due opinioni interessanti riconducibili agli articoli con i pareri di Gianni Tognoli (Scandianese) e Andrea Menozzi (Pallacanestro Reggiana). Credo che vada ragionato innanzi tutto sul tipo di futuro che si vuole dare allo SPORT ma distinguendo in modo chiaro, a mio parere, tra DILETTANTISMO e PROFESSIONISMO. In linea di principio sul VINCOLO credo sia corretta l’interpretazione di Menozzi e occorre superare questa “barriera” ma secondo logica ed in modo ANALOGO per dilettanti e professionisti. Penso che vada fatto un piano di almeno 5 anni per limitare il VINCOLO al raggiungimento della MAGGIORE ETA’ (18 anni). Si può arrivare da subito ai 23 anni poi ai 21 ed infine ai 18, ma non va abolito. Nei professionisti al raggiungimento del limite le società dovranno contrattualizzare il giocatore o liberarlo e nei dilettanti il ragazzo sarà libero di andare dove meglio crede. La nuova società dovrà erogare via lega (quindi garantito) un adeguato premio di preparazione e le società dovranno tenere i loro ragazzi non per obbligo ma perché STANNO BENE . Sarà così per tutti e quindi dando un adeguato tempo di assestamento le cose si sistemeranno. Le società di solo settore giovanile (o con il settore giovanile quale attività preminente) dovranno inoltre ricevere adeguati contributi sia dalla FIGC che dallo stato (in forma ad esempio di SGRAVI FISCALI). Per quanto concerne il riconoscimento della figura di Lavoratore Sportivo credo invece che si stia commettendo un GROSSO ERRORE ad introdurre questa figura nel mondo dilettantistico. Il futuro dei DILETTANTI deve, a mio parere, essere direzionato verso un DILETTANTISMO sempre più marcato e non viceversa, cosa assolutamente inversa per il professionismo. Va incentivato il ritorno del VOLONTARIATO e della SEMPLIFICAZIONE delle attività. La Serie D deve fare da spartiacque ed avere/consentire una miscela dei due mondi per consentire il passaggio da uno all’altro. Credo che si potrebbe pensare, come concetti generali, ad una ipotesi del tipo:

-TERZA Categoria: poche regole, per differenziarsi dagli amatori, incentivi per le società che fanno anche settore giovanile.

-SECONDA Categoria: sempre provinciale, obbligo di almeno due giovani, incentivi anche per utilizzo di allenatori qualificati.

-Per queste due categorie VIETATI i RIMBORSI SPESA quindi limitazione del fatturato possibile a 50.000 euro.

-PRIMA Categoria: inizio attività regionale, obbligo di tre giovani e di allenatore con patentino, obbligo di almeno un paio di squadre di settore giovanile (anche in associazione con altre società), regole per gli impianti, rimborsi consentiti fino a 5.000 euro/annata per 30 persone quindi FATTURATO massimo di 150.000 euro con contabilità semplificata (senza necessità di commercialista ecc..).

-PROMOZIONE: categoria regionale di base, oltre a quanto sopra incentivi per i giovani, impianti con obbligo di tenerli bene (campo, pulizia ecc..) rimborsi fino a 7.500 euro/annata per 40 persone quindi sarà ammesso un FATTURATO di 300.000 euro contabilità semplice.

-ECCELLENZA: è il campionato di ELITE regionale che deve preparare (chi lo vuole) al salto in D, status ancora di dilettante, rimborso ammesso di 10.000 euro/annata per 50 persone quindi FATTURATO di 500.000 euro. Contabilità gestita con regole chiare e ausilio di commercialista abilitato da Agenzia Entrate e FIGC.  Obbligo, senza deroghe, di avere almeno Juniores ed allievi regionali. Incentivi per più tecnici patentati . Quali ad esempio preparatore atletico, dei portieri, fisioterapista. Regole più rigide per la qualità e sicurezza impianti.

A fronte di società che rispettino REGOLE chiare lo STATO deve incentivare l’attività per la sua funzione SOCIALE , per il contributo alla SALUTE , per il divertimento “SANO” di tutti gli appassionati di questo mondo. Solo dalla Serie D potranno avere rimborsi (in realtà saranno da considerare degli STIPENDI  in quanto soggetti a contributi ) tutte le figure che invece nei dilettanti possono percepire PURI RIMBORSI, quali: custodi, manutentori campi, addetti alla pulizia spogliatoi, addetti alla segreteria, pseudo direttori, accompagnatori vari ecc….  (oltre ovviamente a giocatori allenatori …).

Spero che il mondo dello sport affronti i problemi in FRONTE e non voglia NASCONDERE sotto la sabbia le PROBLEMATICHE che CI SONO REALMENTE e quindi la soluzione non è di lasciare le cose come stanno”.

Fabrizio Tagliavini