17 Gennaio 2021

SCANDIANESE: IL PENSIERO DEL PRESIDENTE TOGNOLI SULLA RIFORMA DELLO SPORT

Il presidente della Scandianese, squadra reggiana che milita in Promozione, Giovanni Tognoli (foto), è intervenuto tramite una nota sulle ultime novità sulla riforma dello sport, tra le quali spicca anche l’abolizione del vincolo sportivo. Ecco le su parole: “Inizio con l’abolizione del vincolo sportivo nei dilettanti. Questo provvedimento penalizza le società virtuose (tante) che fanno grandi investimenti sul settore giovanile e va a premiare quelle che vivono il calcio dilettanti come le cicale (poche …ma sempre più numerose). Una società che investe sul settore giovanile, oltre alle motivazioni sociali, lo fa anche per avere dietro di se un serbatoio dal quale attingere per formare la rosa della prima squadra, per abbattere le spese dei costi di gestione e perché crede nel concetto di basarsi principalmente sui giocatori locali cresciuti nel vivaio, un duro e oscuro lavoro che parte dalla scuola calcio. Ora, ci vuol poco a capire che se non si può raccogliere il frutto di questo progetto a lungo termine, la voglia di investire sui giovani viene mortificata. Dovremmo essere  tutti consapevoli che basta che arrivi la società concorrente ad offrire cento euro in più di rimborso spese al giovane promettente che passa dagli Allievi alla Juniores o alla prima squadra e quello, non avendo nessun vincolo, facilmente se ne va, vanificando quello che è stato il tuo lavoro di un decennio. Ci trasformeremmo tutti in società da “Torneo Estivo e/o dei Bar ” cioè in un contesto in cui quando hai le risorse fai la squadra, quando non le hai…chi se ne importa, ma il danno sociale sarebbe enorme perché la continuità dell’esercizio sarebbe a rischio ogni anno. In buona sostanza questa “riforma” avvicina sempre di più il calcio dilettantistico a quello professionistico e costringerebbe le società che vogliono formare una squadra ad aderire, obtorto collo, ad un indegno mercato di rimborsi spese al rialzo, molto più di quanto non lo facciano adesso e spesso succederebbe che per reperire le risorse necessarie, sarebbero tagliati i fondi destinati alle categorie giovanili. Certo l’attuale limite fino ai 25 anni del vincolo sportivo può essere eccessivo e quindi un giusto compromesso penso sarebbe quello di ridurlo a 22 o 23 anni, ma, come spiegato sopra, abolirlo totalmente elimina anche una delle motivazioni che sta alla base degli investimenti di una società sul settore giovanile. Un altro aspetto su cui vorrei esprimermi è sulla richiesta che arriva dai soliti “addetti ai lavori” di eliminare l’obbligo dell’uso dei giovani nelle categorie di Eccellenza, Promozione e Prima Categoria. Ritengo che non ci sia niente di più sbagliato, questa regola supporta le società virtuose che lavorano sui giovani favorendo il loro inserimento e abbassa i costi di gestione, se eliminata le nostre categorie più alte ( Eccellenza e Promozione ) diventerebbero un “cimitero di elefanti” di ex professionisti, molto più di quanto non lo siano adesso. Bene ha quindi fatto la Lega Nazionale Dilettanti ad istituire un premio in denaro per quelle società che più di altre utilizzano i giovani ed altrettanto bene ha fatto il Comitato Regionale dell’Emilia Romagna che da anni ci obbliga, in deroga, ad utilizzare un giovane in più di quelli stabiliti dalle regole nazionali. Concludendo, auspico che la giusta battaglia intrapresa dalla LND nella persona del nostro presidente  Cosimo Sibilia contro questa riforma che abolisce il vincolo sportivo, cosi come contro Il decreto legislativo sul lavoro sportivo che obbliga le ASD (Associazioni Sportive Dilettantistiche, ndr) a considerare a tutti gli effetti  i loro atleti dilettanti  come lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS, con aggravio di costi e incombenze fiscali, amministrative, di versamenti, registrazione, controlli abbia esito positivo. Auspico inoltre che anche altre società della LND che ritengono giuste queste osservazioni , facciano sentire la loro voce, perché lamentarsi “dopo” non serve a nulla”.