17 Gennaio 2021

IL PORTIERE DELL’ARCETANA, CORTENOVA: ‘NON SONO MOLTO CONVINTO SUI TAMPONI FREQUENTI’

Giorno dopo giorno, la discussione generale in merito al futuro del calcio dilettantistico diventa sempre più intensa: ovviamente, il dibattito riguarda molto da vicino anche l’Arcetana. Tutto l’ambiente si domanda se e quando sarà possibile tornare in campo, per proseguire il cammino all’interno del campionato di Eccellenza. “La speranza generale sta ovviamente nel tornare in campo prima possibile, e io non posso che associarmi – commenta Emanuele Cortenova (nella foto di Guido Rinaldi), portiere dell’Arcetana – e con tutta probabilità, la ripresa dei campionati equivarrebbe a un miglioramento della situazione generale: quindi abbiamo parecchie ragioni per augurarci una pronta ripresa, e si tratta di motivi che vanno ben oltre i semplici aspetti legati al divertimento e all’agonismo. In questo periodo, si sta discutendo parecchio sulle mosse da attuare relative alla prevenzione: c’è chi sostiene che i tamponi frequenti siano un’idea impraticabile nel mondo del calcio dilettantistico, ma in tutta onestà io non ne sono così convinto. L’effettuazione dei controlli richiede sforzi di rilievo sotto ogni punto di vista, e per rendersene conto basta osservare ciò che sta accadendo in ambito professionistico. Comunque sia, credo che almeno in Eccellenza i tamponi anticovid siano una prospettiva difficile ma non impossibile da attuare. A livello di idea, si potrebbe pensare di testare giocatori, tecnici e staff una volta ogni due settimane: ciò permetterebbe di lavorare con ulteriori sicurezze, nell’attesa di assistere finalmente a un miglioramento della situazione generale legato anche ai vaccini”. Protocolli sanitari, ma non solo: tra gli argomenti che stanno tenendo banco in questo periodo, c’è il tema relativo alle formule da seguire se e quando i campionati potranno riprendere. “So che in tanti prospettano di giocare soltanto le partite di andata, più gli spareggi di fine stagione – evidenzia il portiere – tuttavia, si tratta di uno scenario che a me francamente non piacerebbe. Con un numero di partite così esiguo, ogni minimo passo falso finirebbe per compromettere un’intera stagione: poi ritengo che una traiettoria di 14 gare più spareggi sia troppo breve per poter assegnare un verdetto, promozione o retrocessione che sia. Se riusciremo a ripartire con il campionato, come tutti ci auguriamo, spero in una formulazione che permetta di giocare l’intero programma di partite: in tal caso, non vedrei nulla di strano nel prolungare il calendario fino al 30 giugno”.