3 Dicembre 2020

GIUSEPPE DOSSENA: ‘IL CALCIO DEI DILETTANTI MERITA TUTELA E RISPETTO’

Giuseppe Dossena (foto), campione del Mondo con la nostra Nazionale a Spagna 82, campione d’Italia con la Sampdoria nel 1990 è ad oggi uno dei candidati alla presidenza di AIC (Associazione Italiana Calciatori), attualmente guidata da Damiano Tommasi.  Il sito tuttocampo.it lo ha intervistato in esclusiva toccando alcuni punti del suo progetto per far crescere il nostro calcio. Questi alcuni dei passaggi che riguardano il calcio dilettanti.

Dossena che ruolo avranno i Dilettati all’interno del suo programma, che aiuti spettano e come si valorizza questo mondo?

“Diciamo che per la Serie D, visto come si allenano, si può già parlare quasi di professionismo. I dilettanti sono la base nel nostro calcio, per questo andrebbe istituita una commissione paritetica tra LND e AIC che verifichi che nessuno sia lasciato indietro, che vengano pagati i rimborsi spesa dovuti e che ci sia equità. AIC dovrebbe istituire un fondo di garanzia che vigili su tutte le cariche partendo dalla COVISOC in giù, con una commissione a supervisionare affinchè vengano rispettati gli accordi. Ovvio che deve esserci anche un aiuto dallo Stato e che a fine anno vi sia un controllo, in modo da capire chi si è mosso secondo le regole e che tutti i tesserati ma anche chi ruota attorno alle squadre (medici, fornitori, agenti ecc ) abbia quanto gli è dovuto. E’ una lotta per la libertà e per la sopravvivenza di questo mondo. I dilettanti sono la parte più importante del nostro calcio e meritano tutele e rispetto”.

Capitolo settori giovanili: che progetti ha?

“Ho fatto per diversi anni il Responsabile del Settore giovanile alla Lazio e quindi so come funziona questo mondo. Potremo pensare ad una collaborazione tra AssoAgenti e AIC al fine di avere ben chiari i diritti e doveri di chi vuole seguire i ragazzi per non lasciare sole le famiglie, con regole efficaci e paletti ferrei. I settori giovanili sono la fucina del nostro calcio e per questo motivo vanno tutelati”.

Calcio femminile: come si aiuta e si fa crescere questo movimento?

“Questa è una battaglia per la libertà delle ragazze. AIC vuole essere al loro fianco, inserendole nel circuito del professionismo. L’obiettivo è quello di creare, con i fondi propri in possesso di AIC un circuito di 2 anni per i rimborsi spesa a chi non rientra nel salario minimo. Creare quindi una situazione tale per cui anche le giocatrici straniere siano attratte dal nostro calcio, dal nostro paese e preferiscano l’Italia agli altri campionati: allagare il decreto legge che per intenderci permise alla Juventus di acquistare Ronaldo, anche ai calciatori italiani ed anche alle calciatrici in modo da dare maggiore forza a tutto il panorama calcistico”