14 Agosto 2020

MATTEO PELAGATTI: PER IL DIFENSORE SETTIMA STAGIONE ALLA POVIGLIESE

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Matteo Pelagatti è una delle colonne portanti della difesa della Povigliese. Classe 1996 è al suo settimo anno con la maglia della squadra della bassa reggiana e tra poco conseguirà la laurea di Ingegneria Gestionale. “Diciamo che mi considero un povigliese adottivo”.

Quanto le manca il campo?

“C’è molta voglia di ripartite. Ho ripreso la preparazione da poco tempo ma sono fermo da marzo”.

Qual è la maggiore motivazione che l’ha indotto a rimanere alla Povigliese?

“Ho la sensazione che il campionato scorso si sia concluso senza l’ultimo tassello. Un percorso incompiuto. Per questo ritengo sia corretto e logico proseguire nel progetto che abbiamo avviato con mister Iotti. Il tutto senza dimenticare che a Poviglio mi trovo bene, soprattutto con questo fantastico gruppo di ragazzi”.

Un progetto che si può definire ambizioso?

“Diciamo che abbiamo dimostrato in parte ciò che possiamo fare ma non abbiamo completato il percorso, però le basi sono buone e solide. Abbiamo tutti noi questa consapevolezza che possiamo fare bene. Per questo ritengo sia giusto continuare questo cammino assieme”.

Non a caso lo staff tecnico ha confermato in blocco la difesa.

“Abbiamo dimostrato, pur con tutte le difficoltà del caso, di poter giocare tranquillamente per il vertice. Credo che la confermare della maggior parte dell’organico dello scorso anno sia un prezioso punto di partenza”.

Cosa serve per compiere il definitivo salto di qualità?

“Diciamo che nella fase cruciale della stagione abbiamo pagato a caro prezzo qualche assenza importante. Per questo è fondamentale avere un organico che consenta anche di ovviare a questi inconvenienti che nel corso della stagione ci sono sempre”.

Quindi completare l’organico e ampliare la rosa?

“Tutti hanno fatto la differenza, vedi Nunziata che ha giocato una delle sue migliori stagioni, cosi’ come tutto il reparto avanzato ci ha dato grossa mano, però nel momento in cui sono mancate alcune pedine abbiamo pagato dazio. Per essere competitivi dobbiamo avere la capacità di essere forti anche nell’emergenza”.

Dopo una stagione soddisfacente e di livello, qual è il suo obiettivo personale?

“Punto sempre a migliorare e dove devo lavorare è nella fase difensiva. Se riesco a mantenere sempre alta la concentrazione posso ovviare alle mie carenze ma è proprio in questa capacità di stare sempre dentro la partita che devo compiere un salto di qualità. Sotto l’aspetto offensivo, invece, mi riesce tutto più naturale, perchè ho un trascorso da giocatore offensivo”.

In termini di gol ha un obiettivo?

“Non mi pongo il discorso di fare gol ma di mettete nelle condizioni i compagni di andare a rete, magari di procurare un rigore. Il mio compito è questo: fare assist. Poi se capita ci provo e lo scorso anno ho segnato due gol ma non è una mia priorità”.

Che stagione si aspetta?

“E’ un grosso punto di domanda. So che che troverò un gruppo di ragazzi fantastici, uno spogliatoio unito e sano. Questo è un nostro punto di forza: ci conosciamo, andiamo d’accordo, siamo affiatati dentro e fuori il rettangolo di gioco. Per quanto riguarda il campionato non ho una idea precisa”.

Una stagione che inizierà forse a fine ottobre.

“Spero di iniziare al più presto perché il campo mi manca. Cinque mesi sono tanti. Per chi vive ogni domenica è come essere in un universo parallelo. Trascorrere tante domeniche senza calcio non mi sembrava nemmeno domenica. Mancava qualcosa”.

Si è concentrato sullo studio.

“In effetti ho finito gli esami e devo solo, si fa per dire, scrivere la tesi di laurea. Mi auguro di completare il percorso entro fine anno”.

Una laurea importante e faticosa.

“Ingegneria Gestionale, la stessa di Federico Parmigiana solo che lui l’ha conseguita a Reggio e io a Parma. Incrociamo le dita”.