14 Luglio 2020

POVIGLIESE: IL CAPITANO E PORTIERE LUCA FAVA INSEGUE IL RECORD DELLE 600 PARTITE

La Povigliese nella prossima stagione di Prima Categoria ripartirà dal capitano e portiere Luca Fava (foto). “Ritengo che lo staff tecnico abbia fatto una scelta logica nel voler confermare tre quarti della rosa dello scorso anno. E’ una filosofia di continuità importante”, esordisce Fava.
Se l’aspettava?
“Per ciò che abbiamo fatto sul campo, soprattutto nella prima parte di stagione, ritengo sia stato imprescindibile. Mi dispiace per alcuni compagni che, per vari motivi, non faranno più parte del nostro gruppo e faccio a loro un grande in bocca al lupo per il futuro”.
Non le chiedo della conferma del mister Iotti.
“Penso fosse del tutto scontata per ciò che ha fatto e che saprà fare per la Povigliese”.
La Povigliese riparte dalla difesa confermata in toto, che con l’imbattibilità della prima parte dello scorso campionato rimane una certezza.
“Un reparto che ha dato delle risposte positive, quindi diciamo che sono le fondamenta per costruire la casa giallorossa. In più avremo fin dall’inizio Cellato che lo scorso anno ci è mancato, mentre aspettiamo con affetto il rientro di Marco Curioni quando avrà completato il suo iter clinico”.
Una difesa che avrà ancora Garrubba come jolly?
“Questa risposta la dovrà fornire il mister Iotti, di certo Garrubba è un giocatore che ha un grande rendimento sia come difensore centrale sia come centrocampista”.
Dispiaciuto per qualche partenza?
“Il gruppo era molto unito e quindi, come detto, mi dispiace per chi ha intrapreso un’altra strada. Mi ha sorpreso la decisione di Matteo Casoni ma ci sta”.
Difficile per non dire impossibile capire quali possono essere gli obiettivi della Povigliese che, ricordiamo, è stata anche capolista nello scorso campionato.
“Dobbiamo ancora scoprire le avversarie, i gironi e soprattutto come si sono mosse sul mercato le ipotetiche rivali. Credo, però, che per come si è mossa la società vi siano le premesse per essere ancora tra le protagoniste. Diciamo che deve essere una stagione di ulteriore crescita”.
Il dopo Covid-19 sembra non aver intaccato le risorse delle società dilettantistiche reggiane, a guardare le operazioni di calcio mercato.
“In effetti ci sono diverse società che stanno operando in modo massiccio per il rafforzamento dell’organico, soprattutto nelle categorie superiori. Sono convinto che, però, comprenderemo più avanti le conseguenze del dopo Covid-19”.
La Povigliese società come si è mossa?
“Con grande coerenza. Nell’ambito delle riconferme è stato proposto a tutti una riduzione di quelli che sono i rimborsi spesa e tutti i giocatori hanno accettato con entusiasmo, condividendo il progetto sportivo del club”.
Cosa manca alla Povigliese per essere al top?
“E’ una domanda da rivolgere al d.s. Mori e al tecnico Iotti, anche se ritengo che l’attuale organico debba essere completato a livello numerico”.
Per quanto le riguarda, siamo alla soglia dei 40 anni.
“L’età anagrafica non conta, soprattutto per un portiere. Fino a quando mi sento bene e mi piace allenarmi e giocare non credo che appenderò i guanti al fatidico chiodo”.
Avrà sempre il doppio ruolo di portiere e preparatore?
“E’ imprescindibile perché farei fatica ad accettare di essere allenato da un preparatore, figura che vedo negli altri club essere sottostimata”.
Cosa vuol dire?
“Che troppo spesso non si dà importanza al ruolo del preparatore dei portieri ma si fanno scelte più di convenienza economica che non tecnica. Il preparatore dei portieri è spesso un “uomo di società” ma non si pensa alla sua formazione professionale eppure il ruolo del portiere, soprattutto se si punta sui giovani, è fondamentale”.
E’ un discorso molto ampio e che coinvolge una cultura sportiva dei dilettanti.
“E’ vero ed è per questo che non mi stancherò mai di ringraziare Eberini e Rapaccioli che sono stati i miei maestri”.
Avrà un nuovo compagno di ruolo: Danil Bondarev.
“Abbiamo trascorso qualche anno assieme alla Reggiana anche se lui era ancora molto giovane. E’ un ragazzo che ha grandi qualità tecniche e fisiche. Me ne hanno parlato bene”.
Però lei vuole battere il record di 600 presenze.
“Anche giocando campionato e Coppa Italia farei fatica ad arrivarci perché sono a circa 570 partite giocate. Diciamo che ne riparliamo il prossimo anno”.
Ci sarà spazio anche per la Nazionale Italiana Poste?
“Credo proprio di sì anche se l’emergenza Covid-19 ha fatto saltare molte manifestazioni che ci avrebbero portato in giro per l’Italia. Una esperienza bellissima e che mi auguro prosegua”.