14 Luglio 2020

IL MINISTRO SPADAFORA: ‘PERCHE’ SI GIOCA NEI PARCHI E NON NEI CENTRI SPORTIVI?’

Vincenzo Spadafora, Sottosegretario alla Presidenza Roma 13/06/2018. Palazzo Chigi. Giuramento dei nuovi Sottosegretari. Rome 13th of June. Palazzo Chigi. Swearing ceremony for 39 new undersecretaries Foto Samantha Zucchi Insidefoto

Grande polemica riguardo la decisione del Governo italiano e del Ministro della Salute, Roberto Speranza, di cui ancora non si hanno dichiarazioni in merito, di non decidere per quanto riguarda la ripresa degli sport di contatto tra cui calcio e calcetto. Su questa situazione che di fatto blocca ancora il ritorno in campo è intervenuto il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora (foto), attraverso un post su Facebook in cui invita il governo di cui fa parte a prendersi le proprie responsabilità: “Da giorni vediamo persone che giocano nelle piazze, nelle strade, sulle spiagge e nei parchi pubblici: ritengo più giusto e più sicuro giocare nei centri sportivi seguendo le regole previste dalle Regioni. Resta fondamentale il parere dei medici, ma non si può ignorare il contesto: il Governo ha il dovere di assumersi la piena responsabilità di ogni decisione. Per questo ho scritto al Presidente Giuseppe Conte e al Ministro Roberto Speranza: so bene quanto importante sia il rispetto delle norme di distanziamento fisico, ma non credo si possa prescindere dall’osservazione empirica di quanto accade sotto i nostri occhi. Diventa sempre più difficile spiegare il motivo di posizioni del tutto intransigenti e, nello specifico, dell’impossibilita di individuare soluzioni e percorsi che, a certe condizioni, possano consentire la ripresa degli sport di contatto e soprattutto delle attività sportive amatoriali. L’attuale situazione sta determinando un duplice effetto negativo: da un lato, migliaia di Associazioni Sportive Dilettantistiche e Società Sportive Dilettantistiche sono costrette a cessare le proprie attività e a licenziare di fatto i propri collaboratori e dall’altro, gli sforzi sinora compiuti rischiano di essere seriamente compromessi. Per altro verso, non può sfuggire che le risorse messe a disposizione per il sostegno al mondo delle ASD e le SSD non siano pienamente sufficienti a soddisfare tutti i bisogni che, nei prossimi mesi, potrebbero accrescersi. Le valutazioni non spettano esclusivamente al CTS ma al Governo, nella piena assunzione delle proprie responsabilità e tenendo conto del contesto generale”.

(fonte tuttocampo.it)