5 Giugno 2020

SIBILIA: ‘CHIUDENDO SUBITO NON AVREMO AVUTO LA STESSA ATTENZIONE’

Cosimo Sibilia, presidente della Lega Nazionale Dilettanti e vice presidente vicario della FIGC, è intervenuto ai microfoni di TMW Radio, durante Maracanà.

Sibilia, cosa ne pensa delle ultime decisioni?
“E’ stata una decisione naturale per la Lega Dilettanti. Abbiamo sempre sostenuto che se ci fosse stata una sola possibilità di tornare a giocare, l’avremmo perseguita. Ma l’adeguamento, soprattutto dal punto di vista sanitario, non ce ne dava la possibilità. Noi chiuderemo la stagione dunque il 30 giugno”.

Teme per il futuro di alcune squadre?
“Abbiamo timore, perché oggettivamente con la crisi economica che ha scatenato il Coronavirus, potremo avere un calo di società di circa il 30%, ossia 12mila società e migliaia di squadre. Siamo riusciti ad andare avanti finora, ma ci aspettiamo maggiore vicinanza da parte delle istituzioni sportive e governative. C’è il timore di perdere tutti i piccoli imprenditori che tengono in piedi il sistema. Se ripartiamo noi, riparte l’economia reale”.

Si è atteso troppo tempo per definire la conclusione dei campionati dilettantistici?
“Li abbiamo interrotti il 23 febbraio al Nord, poi la prima domenica di marzo in tutto il Paese. Abbiamo partecipato a tutti i tavoli di Federcalcio e Governo, per tenere alta l’attenzione di tutti su questo mondo. Siamo stati partecipi delle decisioni prese, soprattutto per far capire la valenza sociale del nostro mondo. Se avessimo chiuso subito i campionati, non avremmo avuto la stessa attenzione”.

Serie C e D insieme: è possibile?
“E’ una delle ipotesi che sono state fatte a livello giornalistico. Ieri abbiamo sollecitato di ricominciare nel più breve tempo possibile a parlare di riforme del nostro calcio. Cento società professionistiche in Italia sono impossibili da sostenere. Dobbiamo riformare il calcio italiano”.

Si dovrà partire dalla Lega dilettanti, in questo senso?
“Il sistema, così com’è, non può reggere. Dobbiamo rivedere anche nella Lega Dilettanti che spende più di quello che ottiene. Ma la stragrande maggioranza riesce a gestire molto bene le società”.

(fonte Notiziario del Calcio)