30 Settembre 2020

IL PRESIDENTE DEL MANTOVA, MASIELLO: ‘SIAMO VICINI AL NOSTRO MEDICO SOCIALE’

di Giorgio Pregheffi

Il presidente del Mantova, Ettore Masiello (nella foto da La Voce di Mantova), la squadra che stava dominando il girone D della Serie D fino allo stop imposto ai campionati dalla Lega Nazionale Dilettanti per l’epidemia Coronavirus, esprime la sua preoccupazione: “Stiamo vivendo una situazione surreale che ci ha fatto cambiare il nostro stile di vita. Come società, siamo concentrati sulla salute di tutti, sento spesso i ragazzi e speriamo di uscire presto da questo incubo”.

Presidente, come sono le attuali condizioni di salute del vostro medico sociale Enrico Ballardini, che è stato trovato positivo al tampone?

“Con Enrico c’è un rapporto speciale, siamo tutti e due del 1956, e l’ho sentito prima del suo ricovero in ospedale, poi non ho più avuto notizie. Posso dire che gli sono vicino, così come sono vicino alla sua famiglia”.

Proviamo a parlare di calcio: eravate in testa al vostro girone con 7 punti di vantaggio sulla seconda e sembravate avviati verso la vittoria del campionato. Adesso che succederà?

“Vedo complicata la ripresa dei campionati e mi auspico che non venga cancellato quello che è stato fatto, perchè in fondo due terzi del campionato sono alle spalle. Tra l’altro l’anno scorso arrivammo secondi con 83 punti e in questa stagione avremmo potuto vincere con molti punti in meno. Al di là di questo io vedo due opzioni”

Quali?

“La prima è che si riesca a finire sul campo la stagione, fermo restando che ci vorranno almeno 15 giorni dalla ripresa degli allenamenti. La seconda è quella di congelare i campionati con i risultati acquisiti”.

In generale, non crede che ci sia qualcosa da rivedere nei calendari dei dilettanti?

“Lei sfonda una porta aperta. Troppe le competizioni: la Coppa Italia, i tornei, i playoff senza nessuna finalizzazione, quindi bisogna ragionare con attenzione e ridisegnare completamente i calendari. Questa terribile vicenda poi farà cambiare il mondo economico e le relazioni sociali”.

Quale riflessione si sente di fare alla fine della nostra conversazione?

“Prima di tutto stiamo pensando al nostro medico, a Enrico, ci sentiamo tutti coinvolti, e speriamo che risolva presto la sua situazione. E’ la prima partita che vogliamo vincere ed è la più importante di quest’anno. Poi abbiamo un debito verso i nostri meravigliosi tifosi e ci auguriamo di dedicare loro il traguardo che inseguiamo da due anni, che avrà un significato solo quando usciremo dall’incubo”.