8 Aprile 2020

IL D.S. DELLA FOLGORE RUBIERA, TAGLIAVINI: ‘ADESSO IL CALCIO E’ IN SECONDO PIANO’

Il direttore sportivo della Folgore Rubiera San Fao (girone A di Eccellenza) Fabrizio Tagliavini (nella foto) è tornato sull’argomento calcio legato all’emergenza Coronavirus. Ecco qualche stralcio del suo pensiero. “Credo che almeno per un mese, dunque fino alla metà di aprile, il problema calcio vada senza dubbio posto in secondo piano. In particolare, nessuno deve pensare ad allenamenti o ad altro. Anche i professionisti dovrebbero fare un bagno di umiltà calandosi nell’oggettiva realtà delle cose: se una società decide di fare un allenamento si rischia di farlo diventare un “richiamo” per tanti che sono a casa a non fare nulla e che purtroppo non hanno capito la gravità del momento. Non si deve affatto transigere dai comportamenti richiesti dalle autorità”.
Tagliavini, rimane aperto il dibattito anche nei dilettanti sulle varie ipotesi per portare a termine o meno i vari campionati.
“Ci si può dilettare a elaborare soluzioni in merito: anzi è bene farlo perchè non si può pensare sempre e solo alle cose brutte e in fin dei conti il calcio è bello anche per questo. Tanti sono i discorsi, con molti se e parecchi ma. C’è chi dice che sia necessario ripartire a ogni costo, giocando una montagna di turni infrasettimanali con tutti i problemi che ne conseguono e ancora più accentuati dall’allarme sanitario che stiamo vivendo. C’è chi dice che la stagione vada annullata, e in tal caso a settembre ognuno ripartirebbe dall’attuale categoria che è lo scenario che noi stessi abbiamo proposto pochi giorni fa, peraltro sostenuti anche dall’Arcetana. Inoltre non mancano le voci che vorrebbero fermare il campionato definitivamente, tenendo però per buona la classifica attuale. Ritengo che di fronte all’attuale emergenza tutto questo non debba essere prioritario, nemmeno se un’eventuale decisione da parte del Comitato Regionale della Figc dovesse portare alla retrocessione della Folgore Rubiera San Fao. Penso comunque che sia più saggio riparlarne tra un po’, tra circa un mese, quando la situazione generale sarà più chiara”.
A suo parere come si sta comportando il mondo del calcio? 
“Meno bene rispetto a quanto mi aspettassi. Speravo che gli organismi del ricco calcio professionistico e del più modesto calcio dilettantistico organizzassero una raccolta fondi a favore della sanità, soprattutto per aiutare la terapia intensiva. Allo stesso modo si potevano allestire azioni di volontariato, per dare una mano alla Croce Rossa o per rinforzare l’assistenza domiciliare nei confronti degli anziani. Nel mondo del calcio ci sono tanti baldi giovani a cui farebbe molto bene imparare ad aiutare gli altri. Purtroppo, invece, nessuno ha fatto qualcosa: nè in ambito provinciale o regionale, nè a livello nazionale. Nessuna iniziativa in tal senso nemmeno dai giornali sportivi, o dalle trasmissioni tv che si occupano di calcio e di questo sono molto dispiaciuto, perchè fin qui l’intero movimento ha perso l’ennesima occasione per dimostrare di essere cresciuto. Il mondo del calcio vive un’altra realtà, purtroppo. In ogni caso in bocca al lupo a tutti e andrà tutto bene!”.