12 Dicembre 2019

IL RESOCONTO DELLA SECONDA GIORNATA DEL FESTIVAL SPORTIVAMENTE

Sassuolo (Modena) – Eccezionali testimonianze di sport e di vita hanno caratterizzato la seconda giornata del Festival SportivaMente, la rassegna giunta alla terza edizione che alla presenza dei campioni sportivi e delle realtà del territorio, senza dimenticare le significative testimonianze di chi non si è lasciato stoppare dalla diversità, “invade” Sassuolo con una serie di appuntamenti che si ispirano al principio di uguaglianza nella diversità e alle abilità differenti. «Oltre le barriere… insieme si può» è il claim della manifestazione, organizzata dall’associazione Fuori Campo 11 e che gode del patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Sassuolo e della Fondazione di Modena, oltre a una lunga serie di partner che impreziosiscono lo spessore del progetto. La mattinata si è aperta nelle palestre dell’istituto Volta con un vero momento di inclusività dello sport che ha riguardato le realtà associative sportive del territorio che operano con persone portatrici di disabilità fisiche e intellettive. Agape, Anffas, Arcieri Val Secchia, Basket Sassuolo e Scherma Sassuolo hanno infatti dato vita a una serie di partite di basket, volley e di esibizioni di scherma e tiro con l’arco assieme ai ragazzi dell’istituto Volta e del liceo Formiggini: con le palestre divise in sei mini-campi, gli studenti hanno ruotato in match di 15’ con ogni associazione, permettendo ai giovani di “toccare” con mano tutte le realtà associative coinvolte, consentendo quindi una interazione comune per disabili (35 presenti) e normodotati. E alla fine, foto di gruppo alla presenza pure dei docenti, personale educativo accompagnatori e istruttori per uno scatto che ha interessato oltre cento persone. La seconda parte della mattinata ha visto come protagonista Monica Contrafatto, già ospite del Festival un anno fa, sempre al Volta ma in aula magna. Davanti a ben 250 tra studenti e cittadini, la 38enne siciliana si è raccontata con la consueta energia, spaziando dall’amore per la divisa dell’Esercito che l’ha condotta in Afghanistan dove in una imboscata delle forze avverse le ha causato nel 2012 la perdita di una gamba per arrivare alla “rinascita” sportiva. Monica infatti nel 2014 ha iniziato a gareggiare con una protesi e da allora non si è fermata, conquistando tra le varie medaglie sui 100 metri due argenti iridati paralimpici (l’ultimo a inizio novembre ai Mondiali di Dubai), un argento e un bronzo europeo e soprattutto il bronzo paralimpico in Brasile nel 2016. Nel 2020 è fortemente candidata, alla luce della recente medaglia, a partecipare alle Paralimpiadi in Giappone dove andrà a caccia dell’agognato oro. Ma Contrafatto ha parlato anche della forza di volontà, della scoperta di «quanto sei forte quando c’è necessità di esserlo” e della difficoltà di tornare a una vita normale, strappando applausi agli studenti che sono stati contagiati dal coraggio e dalla risolutezza oltre che dall’innata simpatia. Oltre che… dal fido cane Raul che l’ha accompagnata. Nel pomeriggio SportivaMente si è spostato al Crogiolo Marazzi, in un evento organizzato in collaborazione con le associazioni “L’Ora del Noi” e “Artemisia”. Qui sul palco in un contesto più intimo è salita Simona Atzori, l’eccezionale artista e ballerina che non ha certo frenato i suoi progetti e la sua esistenza a causa dell’assenza degli arti superiori: spiegando come la disabilità non debba essere nemmeno un’etichetta, perché innanzi tutto ogni uomo o donna è una “persona” in funzione della sua unicità, ha svelato come a muoverla sia stata la forza dei sogni ai quali mai è venuta meno. Quelle aspirazioni che animano i suoi piedi come fossero mani, tanto da far ammettere che «ho le mani in basso». Si può fare tutto con la passione e la forza di volontà e, nel suo caso, la positività e il sorriso sono molle che lanciano verso il futuro: quelle molle che le fanno dire «preferisco buttarmi e farmi male, piuttosto che non rischiare» e che «non bisogna farsi frenare dai limiti». La sua esperienza è un folgorante esempio dell’impegno e della determinazione come leve che consentono di superare ogni ostacolo se davvero si vuol raggiungere un determinato obiettivo che costituisce un sogno, da perseguire giorno dopo giorno, un passo alla volta. DOMANI – Si chiude il Festival con un lungo momento di sport giocato che si snoda tra mattino e pomeriggio. Al PalaPaganelli di via Nievo approderanno le migliori squadre emiliano-romagnole di sitting volley per contendersi il campionato regionale di questa specialità, paralimpica dal 1980. Si tratta di una versione della pallavolo giocata da seduti con una rete più bassa e prevede che gli atleti siano a contatto col terreno; rappresenta uno sport open poiché, abbattendo ogni barriera, può essere praticato sia da normodotati sia da disabili. Al torneo, organizzato con la collaborazione di Fipav Crer e Modena Volley, parteciperanno Modena Sitting Volley, Volley Club Cesena, Polisportiva Campeginese, Sitting Volley Giocoparma, PianoterRA Sitting Volley Ravenna e Sitting Re Arbor che dalle ore 10 si fronteggeranno nelle eliminatorie alla presenza di Amauri Ribeiro, ex pallavolista, medagliato alle Olimpiadi del 1984 e del 1992 e d. t. delle Nazionali di sitting volley. Mentre il pomeriggio, dalle 15, avranno luogo le finali.