17 Novembre 2019

CALCIO FEMMINILE: ATTIVITA’ IN CRESCITA AL BIBBIANO SAN POLO DOVE SI ALLENANO 21 RAGAZZINE

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C’è molto entusiasmo sul campo Lapi Plast di Barco di Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia, dove 21 ragazzine del Bibbiano San Polo si stanno allenando con grande entusiasmo ogni settimana. A due mesi di distanza dall’Open Day, durante il quale tante ragazzine hanno deciso di provare questa nuova attività sportiva, in molte stanno vivendo sul campo per la prima volta l’esperienza di uno sport di squadra. “Quasi tutte coloro che hanno fatto la prova in occasione dell’Open Day hanno aderito al nostro progetto, il primo di calcio femminile in tutta la Val d’Enza – spiega Elisabetta Rabaglia (nella foto), allenatrice e tra i promotori dell’iniziativa – ed ora abbiamo davvero un numero importante di bimbe, ben 21, di età diversa: la più grande è infatti del 2006, mentre la più piccola è del 2012”.
Queste giovani atlete si stanno però allenando senza fare ancora gare di campionato?
“Non è proprio così. Prima di tutto ci rende orgogliosi il fatto che si sia formato un gruppo di amiche, una squadra vera con le bimbe che arrivano al campo per giocare a calcio e per divertirsi con le altre. Questo è fondamentale, perchè si tratta di ragazzine che non hanno mai vissuto la realtà di uno sport di squadra. Tra loro c’è grande sintonia e questo, considerando che le ragazzine coinvolte hanno età molto diverse, è un elemento al quale noi allenatori non siamo abituati, avendo vissuto esperienze sul campo coi maschi dove al massimo si uniscono i ragazzi soltanto di due anni. Tornando alle competizioni, le ragazze più grandi stanno disputando il campionato Pulcini 2009 a 7 della Federazione, ovviamente assieme ai maschi del Bibbiano San Polo, mentre le piccoline, che sono comunque un buon numero e sono sempre presente ad ogni allenamento, parteciperanno ai cinque raggruppamenti della Federazione all’interno dei quali giocheranno contro le 2011 di altre società, in modo da avvicinarle ai campionati, consentendo loro di crescere”.
In attesa del primo raduno regionale il prossimo 24 novembre a Collecchio, in provincia di Parma.
“Sì, il 24 novembre parteciperemo al primo raggruppamento regionale interamente femminile e che faremo insieme alle ragazzine di Parma e Rapid Viadana, per un’esperienza che permetterà alle nostre atlete di crescere attraverso il confronto con altre realtà”.
Come è stato invece l’impatto con i maschi per le ragazze più grandi?
“Positivo e si sono perfettamente integrate. E’ ovvio che i maschi abbiano una fisicità diversa e magari siano già più impostati, ma gara dopo gara le nostre atlete aggiungono sempre tasselli positivi alle loro esperienze. Loro stesse, per prime, si rendono conto dei miglioramenti che stanno acquisendo di partita in partita e sono soddisfatte”.
A gestire il progetto sul campo ci siete in tre: lei, Davide Randazzo e Carlotta Tedeschi.
“Io e Davide siamo sempre sul campo, mentre Carlotta, che è un’ex giocatrice della Reggiana Femminile, viene a darci un amano un giorno a settimana”.
La grande eco del Mondiale femminile di calcio è stata un elemento che ha attratto le ragazze?
“La spinta, grazie alla quale siamo riusciti ad avere 21 ragazzine, al di là della qualità del nostro progetto, è arrivata senz’altro anche dal messaggio promozionale per il calcio femminile diffuso dai recenti Mondiali, che hanno dato visibilità e lustro a una realtà già esistente, ma per la quale serviva però uno sprone di quel tipo. Molte ragazzine, infatti, si sono appassionate al calcio grazie ai Mondiali e alla grande carica trasmessa dalle ragazze della nostra Nazionale”.
Il fatto che la reggiana Milena Bertolini sia il Ct azzurro ha aiutato il vostro progetto?
“Sì, assolutamente. Tra l’altro il fatto che Milena sia il Ct della Nazionale è motivo d’orgoglio per tutti noi, giocatrici e allenatori. I nostri tanti sforzi profusi fino ad oggi per potenziare e dare visibilità al calcio femminile vengono gratificati da una figura come quella di Milena, che per noi reggiani deve rimanere un esempio da seguire per tutto ciò che ha fatto e che sta facendo per questo movimento”.
Crede che il calcio femminile in Val d’Enza possa crescere ancora?
“Sì, come sono anche convinta che possa crescere, in generale, tutto il movimento femminile, non solo in Val d’Enza. Nella nostra realtà siamo partiti quasi per gioco, senza alcuna certezza sul fatto che il progetto potesse realmente prendere forma e invece, nel giro di poche settimane, l’iniziativa ha preso piede e siamo arrivate a 21 bimbe. Altre realtà si stanno muovendo in tal senso, ma ritengo sia fondamentale per la crescita del calcio femminile che arrivino sollecitazioni anche dall’esterno”.
Chiudiamo con un suo sogno nel cassetto.
“Quello di arrivare a disputare un campionato tutto femminile e se la Federazione ci aiuterà, come credo, sono assolutamente convinta che tale obiettivo possa essere raggiunto in tempi non lunghi. L’entusiasmo c’è, non solo nel Bibbiano San Polo, ma anche in altre realtà e sarà proprio questo entusiasmo il motore che farà crescere il calcio femminile nel nostro Paese”.