14 Ottobre 2019

IL MISTER DEL LENTIGIONE, NOTARI: ‘ATTEGGIAMENTO GIUSTO DELLA SQUADRA’

L’allenatore del Lentigione Roberto Notari (nella foto di Barbara Bastoni) è particolarmente soddisfatto: “Sono contento perché, al di là del risultato, c’è stata la prestazione e ho visto l’atteggiamento giusto della squadra. Avevamo davanti il Mezzolara, che è una buona squadra ed è allenata bene, per cui non era facile. Qualche rischio lo abbiamo corso e se non abbiamo subito gol va detto che abbiamo avuto anche un po’ di fortuna. Ferri? La sua fisicità è stata molto utile nel finale, ma anche Bernasconi e Barranca hanno giocato bene”. Ed eccolo Daniele Ferri: “Dopo qualche infortunio di troppo, sono contento perché ho segnato il rigore decisivo, nonostante fossi molto teso, e ho dato il mio contributo. In settimana ho lavorato col gruppo e sto entrando in condizione. Il posto da titolare? Penso a lavorare, la rosa è competitiva e devo lottare per guadagnarmelo”. Lorenzo Dall’Osso rivela: “Abbiamo preparato bene questa partita, sapevamo come affrontarli. Io conoscevo bene le loro caratteristiche, visto che lo scorso anno giocavo a Mezzolara. Se non abbiamo subito gol, il merito non è solo di noi difensori ma di tutta la squadra. Spero che continui così”. Gabriele Piccinini si è guadagnato il rigore: “E’ stata una partita difficile, l’episodio è stato importante. Il mio ruolo? Mi sento un giocatore duttile, ho giocato ala, terzino poi Salmi mi ha provato da trequartista, col nuovo mister mantengo sempre una posizione più avanzata. Oggi è stata una partita di sacrificio, ho corso molto, alla fine ho avuto i crampi, nessun infortunio”. Sull’altro fronte il tecnico del Mezzolara, il brasiliano Romulo Eugenio Togni è amareggiato: “Paghiamo un errore difensivo, abbiamo fatto un movimento sbagliato, in occasione del rigore che , lo sottolineo, è ineccepibile. Il Lentigione è una buona squadra, si vede che c’è la mano dell’allenatore, che gli ha dato un’identità precisa. In complesso anche noi siamo andati bene, dobbiamo migliorare però nella qualità del gioco”.

Giorgio Pregheffi