4 Giugno 2020

IL TORNEO DELLA MONTAGNA DALLA A ALLA Z: LA FOSSA DEI CAZZARI HA COLPITO ANCORA

Chiudiamo ufficialmente il Torneo della Montagna 2019 con un, speriamo simpatico per voi, riepilogo dell’edizione numero 68. Che nessuno si offenda e al prossimo anno.

A come arbitri. In ogni Montagna che si rispetti questa lettera è dedicata agli arbitri del Csi di Reggio Emilia. A parte qualche rigorino non dato qua e là e anche un paio di episodi che definiamo pittoresco, la sommatoria totale è da ritenersi sufficiente considerato anche quello che si vede a dei livelli più alti.

B come basta. Riservato a quelli che dopo una sconfitta dopo essersela presa con gli arbitri, sempre in cima alla lista dei colpevoli, dicono che nn faranno più il Montagna sparando ovviamente a zero sul comitato organizzatore, il secondo della lista dei colpevoli.

C come cartello. Ironico quello piazzato fuori dal Centro Coni di Castelnovo Monti con la scritta: ‘Le accendete le luci?’. Gli autori si sanno chi sono e indirizzato ai gestori del campo per la nota polemica sui costi elevati per l’accensione delle luci e che ha costretto il Castelnovo Capitale ad emigrare a Carpineti per lo spareggio poi perso contro il Casina.

D come delusioni. Ci sono sempre le deluse. In cima alla lista delle possibili pretendenti al titolo ci mettiamo il Baiso Secchia e il Carpineti per il semplice motivo che non vincono ormai veramente da troppi anni.

E come esborso. Quello per accendere per una sera le luci del Centro Coni di Castelnovo Monti valutato tra i 1000 ed i 1500 euro. Problema scavalcato perchè uno dei gestori ha detto il giorno della finale: ‘La bolletta la pago io che ho i soldi’, così finiamo le polemiche. Però la richiesta di un’eventuale bonifico sul nostro conto corrente non è stata presa nemmeno in esame.

F come fanciulle. O se preferite donne e ragazze. Sono state loro le vere trascinatrici del tifo organizzato con pitturazioni di corpi con i colori sociali, distribuzione di bandierine, e tanto tifo dagli spalti. Sono in aumento e giustamente nel prossimo Montagna saliranno al potere visto che il nostro amicone Bigio Braglia vuole tornare ad istituire il premio ‘Lady Montagna’. C’è solo l’imbarazzo della scelta.

G come Gatta. Non ci si può dimenticare il primo titolo nella categoria Giovanissimi con la squadra guidata dal vulcanico Fabrizio Bedeschi ora atteso dal primo timbro anche nella categoria Juniores.

H come non hai capito un acca. Dedicato a quelli che invece di guardare la partita si prodigano per tutto il tempo ad insultare arbitri e assistenti. Sempre ovviamente a prescindere da quello che accade in campo. Avremo anche individuato il vincitore, ma tralasciamo per motivi che capirete.

I come invasione. Il Montagna 2019 non si è fatto mancare niente e c’è stata anche l’invasione di campo da parte du alcuni supporter del Castelnovo Capitale stizziti da un gesto non proprio ortodosso di un giocatore del Casina. Almeno così narra la leggenda. Si era parlato anche di possibili ritorsioni nella partita successiva verso il suddetto giocatore, ma poi tutto è filato liscio.

L come Leguigno. Primo trofeo nella categoria Juniores per una società che ora può vantarsi di avere vinto in tutte e tre le categorie del Montagna. Mica uno scherzo.

M come macchiette. Il primo posto è dedicato al nostro folkloristico amico modenese Nicola Toni (nella foto scattata dalla Ilaria D’Amico del Montagna), che presto entrerà nel guinnes dei primati avendo visto nel 2018 tutti i giorni almeno un evento sportivo. E se ne vanta anche se la sua macchina invece si lamenta. Menzione di merito per Vanni Zagnoli, che non è una macchietta (termine simpatico e non dispregiativo) ma un giornalista sportivo, che la sera prima della finale è partito da Reggio Emilia ed è salito a Casina per confenzionare un servizio prima della finale. Stoico. Ci sarebbe anche un altro, l’insultatore degli arbitri, che però abbiamo citato.

N come numero di iscritte. Che il numero 15 sia una bestialità ormai lo hanno detto tutti come anche il turno di riposo obbligatorio. Il numero perfetto è il 16 (minimo) e qualcuno ha detto di avere già trovato la sedicesima. Ammesso e non concesso che ci siano degli abbandoni.

O come ops oppure oops in inglese se preferite. Perchè qualcuno è inciampato in comportamenti poco ortodossi e se non proprio sul momento a bocce ferme sarebbe stato gradito un accenno di scuse che non sono arrivate.

P come pubblico. Le presenze sugli spalti sono aumentate fin dalle prime partite rispetto alla passata edizione quando all’inizio le tribune erano popolate da pochi intimi. Il Montagna piace ed è amato, un dato sul quale vale la pena riflettere.

Q come quarto uomo. E’ la figura più inutile nel calcio. In attesa che qualcuno se ne accorga quelli che lo fanno speriamo che si accorgano anche delle sostituzioni che avvengono tra il primo e il secondo tempo.

R come ritorni. Siamo già con la mente e con il cuore all’edizione 2020 dove sono previsti un paio di rientri già annunciati: quelli del Collagna e del Villa Minozzo che prenderà il posto del Cerrè Sologno. Speriamo bene.

S come sfottò. Sono il sale del Montagna. La Fossa dei Cazzari, i tifosi del Leguigno, hanno colpito ancora. Con il capoluogo Casina sconfitto in finale hanno piazzato una scritta sul cartello all’entrata del paese con scritto: C ho piacere’. Poi allo scoccare della mezzanotte hanno illuminato il cielo di Casina con quattro petardi, tanti cole i gol subiti dal Cervarezza, e concluso la serata con l’immancabile carosello d’auto per le vie del centro del paese.

T come tifosi. Sono l’anima del Montagna e non è giusto imporre dei divieti se non si va oltre il consentito. Tutti promossi a pieni voti. Quelli del Casina dopo avere subito gli sfottò sono andati alla sagra di Leguigno dove gli è stato offerto da bere.

U come unione. Che in certi casi fa la forza. Le donne o mogli dei mister, in questa edizione ci sono state delle new entry, a volte portano fortuna altre volte no. E quando si perde sono dolori. La nostra amica Monica Ferrari, fresca consorte del mister della Gatta, Luca Bianchi, dopo la semifinale persa con il Cervarezza ci ha confessato. ‘Fino a domattina è meglio non parlargli’.

V come vacanze. Sul più bello del Montagna alcuni giocatori partono per la vacanze. Tra gli altri è’ capitato anche al portiere del Cervarezza, Alessandro Malpeli e all’attaccante del Casina, Prince Addae, che sono tornati a casa trovandosi la finale in tasca. Poi sappiamo tutti come è andata a finire in finale per uno e per l’altro.

Z come zero. Come i punti racimolati dal Corneto in entrambe le categorie, Giovanissimi e Dilettanti, per un record negativo che ci auguriamo nessuno possa eguagliare in futuro.