20 Novembre 2019

IL PRESIDENTE DELLA FOLGORE RUBIERA, CAVAZZOLI: ‘PUNTIAMO ALLA SERIE D CON UN PIANO TRIENNALE’

‘Tra i nostri obiettivi c’è quello di rafforzare ulteriormente il parco dirigenti e siamo alla ricerca di nuove figure giovani e competenti, capaci di dare continuità ai piani che abbiamo tracciato in vista dei prossimi anni. Per raggiungere questo obiettivo, dovremo senza dubbio coinvolgere ancora di più il tessuto sociale del territorio in cui operiamo: a San Faustino, ma soprattutto a Bagno e Rubiera, sono davvero parecchie le persone che potrebbero entrare nella nostra società per dare il loro contributo’. Parte con queste parole l’intervista al nuovo presidente della Folgore Rubiera San Fao, Mauro Cavazzoli (nella foto) che annuncia anche il progetto per il salto di categoria in Serie D nel giro di un triennio.
Presidente, dal punto di vista operativo come si articolerà l’organizzazione della Folgore Rubiera San Fao?
‘Intanto partiamo da un competente nucleo societario. Per soci si intende coloro che verseranno la quota di adesione annuale. A ciascun socio saranno affidati vari compiti operativi e l’assegnazione non avverrà a caso o forzatamente, ma seguendo le attitudini e le predisposizioni delle singole persone. Ognuno si ritaglierà il ruolo in cui si sente più preparato per fare in modo che tutti lavorino con passione ed entusiasmo a favore della Folgore Rubiera San Fao. Non pochi uomini al comando, ma un gruppo di dirigenti motivato e affiatato. Questa è la nostra filosofia, sia presente sia futura’.

Le sue impressioni in merito alla collaborazione con San Faustino e Atletico Bilbagno a livello di attività giovanile

‘Un’idea innovativa e indovinata, che di certo potrà aprire ottimi orizzonti a tutte le società coinvolte. Si è trattato di un passo storico per il mondo del calcio reggiano e il grande patrimonio umano e di competenze che contraddistingue i tre club rappresenta un punto di partenza davvero confortante. Tuttavia, l’intenzione non è certo quella di fermarsi qui’.

A cosa si riferisce?

‘Credo che sia necessario continuare a lavorare per favorire un’unione tra la Folgore e l’Us Rubierese, perchè è indispensabile che a Rubiera operi una sola società con l’attuale dispersione di forze che non ha alcun senso. La mia presidenza punterà anche a ottenere questa unione che ci permetterà di avere ambizioni ancora più marcate sia a livello di prima squadra sia in ambito giovanile. Chiaramente, questo connubio con la Rubierese dovrà portare a rafforzare in modo ulteriore la collaborazione con San Faustino e Bilbagno perchè si tratta di due club che lavorano in modo professionale e che peraltro sono portatori di solidi e salutari valori parrocchiali. Quindi l’accordo con entrambe le società è destinato ad andare avanti nel tempo anche nel caso di un’auspicata fusione tra Folgore e Rubierese’.

Presidente è vero che volete puntare alla Serie D?

‘Diciamo che la nostra programmazione non si limita solo alla prossima annata, ma guarda a una prospettiva più ampia e triennale. Nel giro di tre anni, vorremmo arrivare a conquistare l’approdo in Serie D con il nostro attuale allenatore ed è per questo motivo che a breve faremo un incontro con Alessandro Semeraro, in modo da definire nel dettaglio quali saranno le mosse da compiere per arrivare a centrare l’obiettivo. Il mister è senza dubbio una persona seria e preparata e non a caso abbiamo individuato in lui la figura giusta per provare a raggiungere il sogno chiamato quarta serie. Tutto ciò, beninteso, senza dimenticare il valore della nostra Juniores regionale, perchè si tratta di una squadra che nella nostra visione riveste da sempre una grande importanza, anche come fucina di talenti da lanciare sul palcoscenico dell’Eccellenza. Come sapete nella prossima stagione la Juniores sarà guidata da Roberto Cavalletti, che per noi costituisce un graditissimo ritorno’.

Per raggiungere questo obiettivo la Folgore Rubiera San Fao darà grande importanza anche alla dimensione dello spirito di gruppo.
‘Certo che sì e infatti posso annunciare che ripristineremo le cene del venerdì sera con dirigenti, staff tecnico e giocatori. Lo spirito di squadra deve diventare il vero motore, quello che permetterà di lavorare tutti uniti con un unico obiettivo’.